Sessius1622: arte, sostenibilità e alta gastronomia italiana a 15 km da Ginevra

Sessius1622: arte, sostenibilità e alta gastronomia italiana a 15 km da Ginevra

4–6 minuti

Un maniero del 1622 tra Francia e Svizzera

A circa 15 chilometri dal centro di Ginevra, a Cessy, in Francia, sorge Sessius1622, una casa padronale risalente al 1622 oggi dedicata all’ospitalità e alla gastronomia italiana.

Il maniero è stato restaurato con grande attenzione agli elementi storici, integrando al tempo stesso un linguaggio architettonico contemporaneo. Il risultato è un luogo che vive in equilibrio tra antico e moderno, tra memoria e progetto.

Ho scoperto questa proprietà grazie ad amici ed è stata una magnifica sorpresa: un luogo che unisce eleganza, umanità e una visione molto chiara.

I tre pilastri di Sessius1622: arte, sostenibilità e gastronomia

Lo spirito di Sessius1622 si fonda su tre pilastri distintivi.

Arte e design

Il maniero ospita una collezione di pezzi di design e oggetti provenienti da tutto il mondo. Tra i nomi presenti figurano Carlo Scarpa, Michele De Lucchi, Vico Magistretti, Jean Nouvel, Jasper Morrison, Giò Ponti, Zaha Hadid, Gaetano Pesce, Michael Anastassiades, Monica Guggisberg e Philip Baldwin, oltre a numerosi artigiani internazionali.Anche l’intervento architettonico contemporaneo dialoga con questa visione: la mansarda, progettata dallo studio Supervoid, è stata pubblicata su Casabella, a testimonianza della qualità del progetto.

Sostenibilità

La sostenibilità ambientale è centrale. I proprietari hanno utilizzato esclusivamente materiali naturali e hanno raggiunto un obiettivo ambizioso: il 90% di assenza di plastica in tutta la proprietà.

Gastronomia

Epicurei per vocazione, i proprietari selezionano ingredienti di alta qualità provenienti da piccoli produttori, per la maggior parte biologici. Sessius1622 organizza inoltre residenze di chef, affermati ed emergenti, che lavorano in linea con questi valori.

La mia esperienza: una cena con lo chef Antonio Abbruzzino

Ho partecipato a una delle serate gastronomiche ospitate nella dimora, un’esperienza che mi è rimasta nel cuore.

Il format è essenziale: menu fisso con possibilità di abbinamento vini in degustazione per ogni piatto oppure scelta alla carta.

In questa occasione lo chef ospite era Antonio Abbruzzino, fondatore del ristorante Abbruzzino (una stella Michelin), oggi guidato dal figlio Luca. Al suo fianco, Rosetta, compagna di vita e di progetto.

In sala, un servizio professionale e multilingue, accompagnato da un sommelier competente e appassionato, capace di raccontare i vini con precisione senza risultare mai didascalico.

L’arrivo e l’accoglienza

L’esperienza inizia già all’arrivo. Si parcheggia l’auto e si raggiunge a piedi l’ingresso. La targa è discreta, il portone chiuso: si accede citofonando, come quando si entra a casa di amici, o in un luogo volutamente riservato.

Superata la soglia, si apre una corte ampia; la struttura è più grande di quanto lasci immaginare l’esterno. I proprietari accolgono gli ospiti personalmente, introducendo la storia del maniero e la filosofia del progetto con un breve tour degli spazi.

Si percepisce una visione chiara: ospitalità come esperienza culturale, non solo gastronomica.

Il menù Abbruzzino

Dopo il tour, si prende posto in una sala confortevole, passando davanti alla cucina e ne abbiamo approfittato per fare un rapido saluto alla brigata.

Il nostro tavolo ha scelto all’unanimità il percorso con abbinamento vini.

Aperitivo

Arancino di gamberi, zucca e funghi con maionese alla curcuma
Croccantezza esterna impeccabile e cuore morbido, dove la dolcezza della zucca dialoga con la sapidità del gambero. La maionese alla curcuma aggiunge una nota speziata elegante e non invadente.

Ostrica con cetrioli, fragole e mela in carpione
Un gioco di freschezza e acidità: l’ostrica resta protagonista, sostenuta da contrasti vegetali e fruttati di mela e fragola che amplificano la mineralità dell’ostrica.

Tartelletta con tonno, cipolla all’agro e salsa ponzu
Tonno e cipolla sono un abbinamento imbattibile, in questa versione elegante prende ancora più corpo grazie alla tartelletta. La salsa ponzu chiude con una nota agrumata precisa.

Pan brioche grigliata, peperoni alla brace, alici marinate
Morbidezza e affumicatura si incontrano, mentre la sapidità dell’acciuga struttura il boccone.

Antipasto

Seppie, ceci, carciofi e bottarga di tonno
Un piatto di grande equilibrio mediterraneo: la delicatezza delle seppie incontra la cremosità dei ceci, il carfiofo fritto è la parte crunch e la bottarga la parte sapida.

Primo

Risotto, pastinaca, agrumi e ragout di polipo
Il piatto più memorabile della serata. La cremosità della pastinaca e la piacevolezza degli agrumi sarebbe potuta bastare, ma questo piatto aveva anche un ragout di polipo che richiama immediatamente la sapidità marina.

Secondo

Ricciola, patata, scarola e fondo di crostacei
Carne compatta e succosa. Il fondo di crostacei conferisce intensità, mentre scarola e patata armonizzano il piatto con una componente vegetale e morbida.

Dolce

Tartelletta con crema al cioccolato e lamponi
Chiusura elegante: struttura friabile, crema avvolgente e acidità del lampone a bilanciare la dolcezza. Pulito, essenziale, perfetto per concludere questo percorso.

A fine serata, lo chef e la brigata si sono trattenuti con noi, offrendo assaggi fuori menù: un gesto che racconta passione e generosità.

Atmosfera e conclusioni

Sessius1622 è un luogo in cui si intrecciano accoglienza privata e rigore professionale. Si respira calore, ma anche visione.

Non è semplicemente una location per cene con chef ospiti: è un progetto culturale che unisce arte, design, sostenibilità e alta gastronomia.

Consiglio vivamente le serate con chef residenti. La nuova edizione è iniziata proprio oggi con lo chef Luca Dori e proseguirà fino a domenica. Tutti i dettagli sono disponibili sulla pagina Instagram ufficiale di Sessius1622 e sul sito.

Cosa ci è piaciuto meno. Se proprio dobbiamo dirlo.

Sono solo 15 km da Ginevra e per qualcuno potrebbe risultare scomodo arrivare fino a Cessy, ma mi sento di dire che ne vale la pena, altrimenti potete sempre approfittare delle stanze della dimora e fare un’esperienza completa.

Martina Ursini

Marketing | Brand | Comunicazione | Appassionata di cibo e vino | Da piccola sognavo di fare l'astronauta o l'architetto | Creativa nel tempo libero

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