La vita davanti a sé

La vita davanti a sé

Un anno così particolare, come quello appena trascorso, ci ha privato di tante cose e così come il piacere di una cena al ristorante è stato difficilmente sostituito dalle vettovaglie a domicilio e dal cibo da asporto, per il cinema siamo dovuti ricorrere alle piattaforme digitali. Gli ingredienti, sono quasi gli stessi, ma è indubbio che il risultato finale sia differente. 

Eppure, non possiamo non essere grati a Netflix, che ci ha permesso di viaggiare con la fantasia pur rimanendo confinati tra le nostre quattro mura.  Se, a volte, ci ha fatto scordare della pesantezza del presente, con migliaia di serie bizzarre e leggere, altre volte ci ha costretto alla riflessione con film d’autore e pellicole acclamate dalla critica. Per noi italiani, c’è poi un motivo più forte per amare Netflix—quest’anno ci ha permesso di ritrovare Sofia. 

Dal 13 novembre, è disponibile sulla piattaforma digitale californiana l’ultimo film di Edoardo Ponti interpretato da Sofia Loren, La vita davanti a sé (Italia, 2020). La storia racconta la vita di persone emarginate, rimaste ai bordi della società. I protagonisti, Momo e Madame Rosa, sono due personaggi resi ruvidi come le pietre dalla vita, che si scontrano fino a incontrarsi in un abbraccio che toglie il fiato.  

Momo, interpretato dall’esordiente Ibrahima Gueye, è un bambino senegalese, che si ritrova suo malgrado a dover vivere a casa di Madame Rosa. È intelligente e scaltro e riesce a farsi valere anche in mezzo a un gruppo di spacciatori. È solo al mondo e nonostante si atteggi da duro, è pur sempre un bambino a cui manca l’affetto di una mamma. 

Madame Rosa è una donna sopravvissuta all’olocausto, ma nel film non vengono rivelati molti dettagli della sua vita. Sofia Loren, infatti, non recita molte battute, ma è soprattutto il suo sguardo che buca lo schermo. Gli occhi di Sofia Loren hanno dentro il pathos e la sofferenza di tutti i personaggi che ha interpretato, da Cesira della Ciociara a Filumena Marturano di Matrimonio all’italiana, entrambi per la regia di Vittorio De Sica, fino ad Antonietta di Una giornata particolare di Ettore Scola. Forse Madame Rosa ce le ricorda un po’ tutte e tre. È una donna che lascia che la vita scorra via, trasandata, con i capelli spettinati e la vestaglietta bucata. Ciononostante, dietro l’apparenza sciatta e disinteressata, sotto l’anima indurita, custodisce un amore materno fortissimo che conquisterà Momo. 

La storia, tratta dall’omonimo romanzo di Romain Gary è forte e molto attuale. Tuttavia, la resa in pellicola, in alcune parti, scade nel cliché. 

Tra gli altri punti deboli, c’è la mancanza di profondità dei personaggi. Sappiamo poco di loro, i riferimenti al loro passato e alla loro interiorità sono velati. Per tutto il film, si resta in attesa di più dettagli. Invece, la storia scorre fino alla fine, dura e amara ma senza farci capire molti perché. 

Nonostante la straordinaria interpretazione di Sofia Loren, l’attrice italiana non è stata candidata alla settantottesima edizione dei Golden Globes Awards, in cui La vita davanti a sé non ha purtroppo portato a casa l’ambito riconoscimento come miglior film. Per la grande gioia degli ammiratori della cantante romagnola, la canzone Io sì (Seen), scritta e interpretata da Laura Pausini, si è invece aggiudicata un Golden Globe per la migliore colonna sonora originale ed è anche stata la prima canzone in italiano ad essere nominata ai Premi Oscar.

In ogni caso, Sofia ha sicuramente vinto per il suo pubblico, che ha tanto sentito la sua mancanza e di cui ha ancora tanto bisogno. 

Marilù Bartolini

Toscana, classe ’92, vive a Ginevra dove lavora in Pictet come Investment Specialist nel team Hedge Funds. Ha conseguito il Master in Management presso l’ESCP Europe Business School di Parigi. Negli anni ha collaborato con l’Università Luiss di Roma in qualità di Teaching Assistant. Da sempre appassionata di Cinema, ha maturato esperienze nell’ambito del finanziamento delle opere audiovisive. Oggi è anche membro del comitato Direttivo della Società Dante Alighieri di Ginevra, come responsabile per le attività cinematografiche. Marilù è una giornalista pubblicista, iscritta all’Albo dal 2013.

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