“Pop italienne”: lo spettacolo dei ricordi

“Pop italienne”: lo spettacolo dei ricordi

Alzi la mano a chi non è mai capitato di sentire un brivido lungo la schiena ascoltando la propria canzone. Sì, perché ognuno di noi ha una canzone dell’anima. Può essere legata ad un ricordo, il più delle volte è una canzone della nostra giovinezza, della nostra “memoria”. Ed è proprio sui ricordi, sui sorrisi e sui brividi che nasce lo spettacolo La pop Italienne dal rinascimento à nos jours, di Francesco Biamonte e Antonio Albanese. In scena anche la cantante e musicista Clara Meloni.

Uno spettacolo musicale che rievoca ricordi, ma anche sogni e passioni. Sotto forma di finta live radio, tre musicisti rivisitano con tenerezza e malizia, la musica della loro comune origine, in uno spettacolo disseminato di collage improbabili e sincerità. Davide Autieri, con quest’opera firma la sua prima produzione. Lo spettacolo aprirà la nuova stagione del Casino Théâtre de Rolle, giovedì 23 settembre

La musica pop come non l’avete mai ascoltata

A raccontarci questa nuova avventura, tutta italiana, è Francesco Biamonte.

Come si sviluppa lo spettacolo?
È inteso come une spettacolo intimo e divertente, rinfrescante. Ma alla fine si parla anche di cose serie, E c’è una domanda che ci preme: qual è lo spazio della sincerità, della verità del cuore, in mezzo allo strass, alle paillettes di Sanremo, alla televisione di quegli anni ? 
Lo spettacolo si presenta come una pseudo live radio. Cioè, all’inizio un fan di canzoni italiane arriva in un teatro dove hanno cantato i più grandi, e vuole vedere l’archivio. Ma incontra una donna che sta pulendo il teatro cantando (benissimo!) – e lei gli racconta che, proprio sul quel palco, un certo Bolomini produceva live radio eccezionali. Il fantasma di Bolomini riappare e lancia la sua ultima trasmissione. Ma i cantanti annunciati (Mina, Battiato, Buscaglione, Romina Power, ecc) non ci sono! Allora i tre presenti si ritrovano a dovere fare tutto: canzoni, auto-interviste, ecc. Arriva un radio-giornale del 1978, un resoconto di una partita di calcio del 1955… Elementi d’epoca veri! Abbiamo anche trascritto un intervista autentica di Mina nel 1978. Quasi tutto è vero nello spettacolo, e quello che non lo è, lo capisci subito! Ci sono anche le nostre fantasie…

Emozioni allo stato puro

Protagonista la musica e..la chitarra in tutte le sue declinazioni! Dalle note di quella romantica alle “distorsioni” della chitarra elettrica, lo strumento si presta particolarmente bene alla diversità degli arrangiamenti. Lo spettacolo ha lo scopo di unire epoche e stili diversi, creando un mix unico e assolutamente indimenticabile. Non sorprende, ad esempio, ascoltare un rauco cantante folk eseguire un lamento di Monteverdi accompagnato da una chitarra barocca. Per puro rischio, i protagonisti suoneranno anche uno strumento diverso dal loro. E tutti, prima o poi, suoneranno le maracas. Sia chiara una cosa: credono davvero nell’emozione e nella bellezza delle canzoni che presentano!

Perché la scelta del pop italiano di quegli anni? 
“Da cantante dapprima lirico, avevo un sentimento che nella carezza delle melodie e nella vocalità della canzone popolare ci fosse una continuità: dal Rinascimento agli anni ’80 almeno, da Monteverdi a Baglioni, diciamo. Che ci fosse un filo teso fra Donizetti e la Carrà ! Poi c’è quel ruolo magico della musica, che rende la vita… meno difficile, possibile, bella! I più begli anni della pop italiana sono contemporanei delle stragi di Piazza Fontana, dell’assassinio di Moro… Non è incredibile? Poi per noi, che siamo nati negli anni Settanta e Ottanta:  buona parte della nostra identità di Italiani in Svizzera si costruisce su quelle canzoni, quelle di quando eravamo ragazzi. I miei nonni ci offrivano quegli LP a Natale… Alla fine, stiamo cercando, nella gioia di cantare, quella musica leggera spesso bellissima (che meraviglia una canzone come “Città vuota” di Mina, o “Mi sono innamorato di te”, di Luigi Tenco!) una parte di noi stessi. E poi ti dico una cosa vera, autentica: senza “Sapore di sale” non esisterei. Letteralmente. Mio papà corteggiava mia mamma cantandole quelle canzoni al Lido di Venezia negli anni Sessanta… Gli è andata bene!

In scena a Ginevra

Tra Love in Portofino, Una furtiva lagrima, Felicità e Parole Parole, un profumo d’Italia avvolgerà il Casino Théâtre de Rolle dal 23 al 26 settembre. Accogliere il pubblico per una fuga commovente e gioiosa attraverso la canzone italiana. E le emozioni non si faranno attendere. Si capisce dalle parole di Francesco Biamonte, che alla domanda:

Cosa vi ha lasciato personalmente quella musica?
Risponde, semplicemente: “Sorrisi e brividi.”

Clara Meloni in scena

Lo spettacolo sarà in scena dal 23 al 26 settembre 2021. Tutte le info le trovate qui.

Paola Proietti

Romana, classe ’77, giornalista professionista dal 2008, ha lavorato per radio, televisione, web e anche la vecchia carta stampata. Conduttrice, redattrice, speaker, ghost-writer, ha avuto esperienze anche come addetto stampa e organizzatrice di eventi. Dal 2014 è reporter freelance e videomaker. Adora il giornalismo d’inchiesta, tanto che nel 2005 ha vinto il premio ILARIA ALPI per aver portato alla luce un giro di doping in una società di ciclismo giovanile. Da sette anni vive in Svizzera, dove opera principalmente come giornalista e video maker per testate web. E’ mamma di due bambine e organizza eventi culturali con il Gruppo genitori Ginevra.

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