I lettori reagiscono all’articolo del direttore Caracciolo sulla Festa della Repubblica

I lettori reagiscono all’articolo del direttore Caracciolo sulla Festa della Repubblica

Il 2 giugno è passato e con esso il mio articolo con un po’ di acredine provocatoria nei confronti dell’amata e disprezzata Italia, creazione ideale della nostra storia e strumento pratico per il nostro stare insieme. Vorrei, qui di seguito, pubblicare alcuni commenti che mi sono giunti dopo l’apparizione del mio articolo dal tono arrabbiato nei confronti della Repubblica italiana e degli italiani in generale.

Michele, d’accordo con te, con due commenti: 1) Giovanni Brusca ha beneficiato di permessi premio, sconti di pena, e infine della scarcerazione, grazie alle sue importanti rivelazioni, fondamentali per le inchieste anti-mafia; questi benefici sono previsti dalle leggi per proteggere i pentiti di mafia, a mio parere giuste, che erano state volute – credo – proprio da Giovanni Falcone; dobbiamo preservare queste leggi e impedire la loro revisione, il che sarebbe un favore alle mafie. 2) Tu citi, giustamente, mafie e corruzione come due dei principali mali di cui soffre l’Italia (la corruzione rappresenta un costo stimato per lo Stato di 60 miliardi di euro, ogni anno); sono d’accordo con te, ma aggiungo il terzo ‘peccato originale’: l’evasione fiscale, che ogni anno aumenta il ‘buco’ nelle finanze dello Stato per 120 miliardi di euro.”

Andrea B. (Ginevra)

Pienamente d’accordo

Mara M. (Ginevra)

“Concordo con quanto detto da Andrea B. e aggiungo una domanda: siamo sicuri che in Svizzera la corruzione non esista?

Maurizio S. (Ginevra)


Caro Michele, ci vai giù pesante, ma purtroppo è la verità.

Landolfo C. (Milano)

Caro Michele, Ho letto l’articolo che hai inviato a Silvia ed anche se ne condivido alcuni spunti lo trovo molto severo, tipico di chi avendo lasciato il proprio Paese lo critica oltre i suoi oggettivi demeriti. Inoltre, se i giovani migliori emigrano per non sopportare lo sforzo per migliorarlo ecco che le critiche eccessive stonano un po’. Inoltre il 2 giugno non celebra gli italiani ma il cambiamento che ha consentito il liberarsi di una Casa regnante che ha dato prova di sé tante volte nella storia. Dal tradimento fatto ai Borboni di Napoli fino alla fuga ignominiosa da Roma dopo l’armistizio senza contare l’avallo dato al fascismo. Solo per questo il 2 giugno andrebbe celebrato con grande partecipazione.
A presto spero

Massimo F. (Bruxelles)

Carissimo Michele, complimenti, bell’articolo, ma un po’ troppo pessimista. La schifezza è sotto gli occhi di tutti mentre tanti piccoli casi di generosità ed anche eroismo non fanno notizia. Non tutti quelli che hanno lasciato l’Italia l’hanno fatto per protesta ma per necessità di trovare un lavoro. Da ieri sono in Italia. Arrivati a Fiumicino ci ha dato il benvenuto gli Aeroporti di Roma, con un finger difettoso e abbiamo aspettato un quarto d’ora prima di sbarcare. Siamo una civiltà in via di degrado, ma mi piange il cuore per questo.

Stefano P. (Madrid)


“Ho appena letto l’articolo di Michele Caracciolo e sono rimasto scandalizzato dal tono e dagli argomenti impiegati. Un vero e proprio torchon intriso di populismo abbietto, roba da bassifondi. Forse Caracciolo farà parte di quegli italiani che descrive con tanto disprezzo… io no!”

(Alfiero N.)

Risposta:

Caro Alfiero N.,
Il tono usato nell’articolo è quello che pare a me. Avrei preferito argomenti sensati contro il mio testo e non la solita accusa abusata di populista solo per il fatto di denunciare vizi e misfatti italiani di cui non riusciamo a liberarci. L’attacco personale non fa progredire nessuno. Comunque ti rincuoro: non ho carichi pendenti né con la giustizia italiana né con quella svizzera.
Con viva cordialità,
Michele Caracciolo

“Tante verità, ma avrei usato un altro vocabolario. Ci sono centinaia di migliaia di italiani che si battono ogni giorno per un Paese migliore e che danno lustro alla Penisola in tanti settori. Ovviamente, la corruzione e l’evasione fiscale sono due zavorre insopportabili che ci fanno affondare anno dopo anno.”

(Tito F.)

Michele Caracciolo

Giornalista professionista, bocconiano, ha lavorato nell’ufficio stampa di una multinazionale. Dal 2014 è partner dell’agenzia di relazioni pubbliche CRP specializzata in clienti industriali a Ginevra. Abita tra Ginevra e Milano e ha collaborato con la redazione milanese dell’AFP (Agence France Presse – Class Editori), con La Stampa e Il Giornale scrivendo di sport e di viaggi. E’ membro dell’Advisory Board della Camera di Commercio Italiana per la Svizzera ed è docente a contratto di comunicazione d’impresa.

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