Il 3 ottobre torna il CCIS Gala Night: la serata di tutti gli italiani di Ginevra
Sabato 3 ottobre, dalle 18:00, l’Hotel President Wilson apre le porte all’ottava edizione del CCIS Gala Night. Cocktail di networking, cena con menu costruito attorno alle eccellenze del Friuli Venezia Giulia, consegna dei premi «I Numeri Uno per la Romandia», sfilata, intermezzo artistico, lotteria e musica fino alle 00:30. Le iscrizioni sono aperte sul sito galanight.ch
È l’appuntamento annuale della comunità d’affari italiana in Svizzera romanda, ma il suo presidente insiste su un punto: non è un evento per pochi. E vale la pena spiegare perché, anche a chi a Ginevra non sapeva nemmeno che esistesse una Camera di Commercio Italiana per la Svizzera.
Nel giugno del 2018, al Domaine de Penthes, la Camera organizzava la sua prima serata di gala in Romandia. Si presentarono meno di cento persone. L’anno scorso, al President Wilson, i partecipanti hanno superato quota trecento e la serata ha registrato il tutto esaurito.
Dietro quella progressione c’è un’idea importata da New York. Claudio Bozzo, oggi presidente del board ginevrino della CCIS, prima di arrivare in Svizzera ha guidato la Camera di Commercio italiana nella metropoli americana.
«Lì avevamo un gala di grande successo e mi ero accorto che il gala era il modo migliore per tenere insieme la comunità», racconta. «È difficile, perché ciascuno di noi aveva la sua vita, ma avevamo questo punto, questo momento per ritrovarci tutti». Una volta insediato a Ginevra, la priorità è stata subito chiara: «La prima cosa che ho detto ai miei collaboratori è stata: “Dobbiamo fare un gala”, perché, se vogliamo essere un punto di riferimento della comunità italiana, dobbiamo avere un gala, un punto di ritrovo che in quel momento non c’era a Ginevra».
Una comunità che non si conosceva
Il punto di partenza, nel 2018, era una collettività frammentata. «La comunità italiana qui non era così ben conosciuta, perché non era molto unita», ricorda Bozzo. «Era dispersa, prima di tutto; e, secondo, non ci si conosceva tra di noi. Chiaramente questo portava al fatto che non si lavorava molto insieme».
Il metodo per rimediare è stato tutt’altro che casuale. «Adesso le persone più importanti della comunità italiana fanno parte del board della Camera, perché sono andato a prendermele una per una», spiega il presidente. «Abbiamo organizzato i meeting, siamo andati a prendere queste persone una per una e le abbiamo coinvolte nel board». Il risultato, nella sua lettura, è una comunità «più visibile e più unita».

Perché il Friuli Venezia Giulia
Ogni edizione del gala mette al centro un territorio italiano. Quest’anno tocca al Friuli Venezia Giulia, e la scelta — a sentire Bozzo — nasce da un incontro personale più che da una procedura.
«L’anno scorso, facendo il giro tra le regioni, abbiamo avuto un ottimo dialogo con il Friuli Venezia Giulia, perché il presidente della Regione, Fedriga, è una persona giovane, veramente in gamba», racconta. «Io non sono del Friuli Venezia Giulia, quindi lo dico non per partigianeria, ma perché lo penso veramente. È una persona con una velocità di pensiero e una velocità d’azione che veramente ci hanno fatto ben sperare». Massimiliano Fedriga, presidente della Regione autonoma dal 2018 e alla guida della Conferenza delle Regioni, avrebbe accettato subito. Il gala, precisa Bozzo, è solo «un pezzo del progetto che abbiamo insieme a loro».
I Numeri Uno
Uno dei momenti della serata — in programma alle 20:30 — è la consegna del premio «I Numeri Uno per la Romandia». Anche questo è un innesto voluto da Bozzo al suo arrivo, e la motivazione che ne dà è insolitamente diretta.
«Le altre comunità in giro per il mondo hanno sempre trovato un modo per esaltare le persone di riguardo», osserva. «Mentre noi, come comunità in generale, abbiamo sempre questa cosa: noi esaltiamo chi è morto; verso chi è vivo c’è più gelosia che desiderio di esaltarlo. Io non condivido questo pensiero, perché per me una comunità unita dovrebbe essere fiera di chi la rende famosa. Quindi ho detto: “Sai cosa? Dobbiamo trovare un modo perché queste persone siano riconosciute da vive”».
Le candidature arrivano dai consolati, dall’ambasciata, dai membri del board, dalle associazioni; una riunione dedicata seleziona poi i premiati dell’anno, con l’obiettivo di distribuirli in modo equilibrato fra Svizzera tedesca, italiana e francese. A Ginevra salgono sul palco soltanto i vincitori della Romandia. Chi entra nell’albo, però, entra anche in un circuito: i Numeri Uno formano un gruppo che si ritrova in occasioni riservate.
Italiani in Svizzera, trent’anni dopo
Il colloquio scivola infine sul rapporto fra i due Paesi, in un anno in cui la cronaca — dai frontalieri alla fiscalità, fino alla tragedia di Crans-Montana — ha riportato il tema in primo piano.
«Io penso che sia cambiato molto, così come è cambiata molto l’Italia nel corso degli anni», risponde Bozzo. «Noi nuovi arrivati beneficiamo di tutto lo splendido lavoro svolto da chi ci ha preceduto qui sul territorio: persone che sono riuscite a farsi apprezzare per la loro qualità, sia come lavoratori sia come persone». Se un tempo, sostiene, l’italiano veniva accolto «con più paura, con più timore», oggi la percezione è rovesciata: «Penso che siamo una parte integrante della comunità e penso che godiamo di rispetto».
A sostegno porta un dato associativo: l’associazione che riunisce le Camere di commercio estere attive nella Svizzera francese — «sono ventitré Camere» — è oggi presieduta dagli italiani. «Il rispetto che c’è adesso per noi e per il nostro Paese non ha niente a che fare con il rispetto e con l’immagine che c’erano prima».
È anche questo, alla fine, il mandato che si dà la Camera: «Vogliamo dare l’immagine giusta del nostro Paese, un’immagine moderna, attuale, facendo in modo che dell’immagine che diamo noi benefici poi tutta la comunità».
L’invito, insomma, è aperto: ci si iscrive dal sito galanight.ch, dove si trovano il programma completo della serata e le informazioni pratiche.

