Gli evasori No-Vax

Gli evasori No-Vax

Può sembrare strano abbinare nel titolo di questo articolo chi evade imposte e tasse e chi rifiuta il vaccino contro il Covid-19, ma anche al di là degli aspetti morali e civili, c’è un aspetto che accomuna questi due comportamenti.

Le imposte e le tasse che noi tutti paghiamo (o dovremmo pagare) sono indispensabili per finanziare le attività essenziali di ogni stato. La sicurezza nazionale, la protezione delle persone e dei beni, la scuola, la sanità, i trasporti pubblici, la difesa del territorio e dei beni artistici e culturali, le pensioni, il sostegno all’economia e alle persone in difficoltà.

Chi non paga le tasse beneficia egualmente di tutte questi servizi ed utilità, senza aver contribuito al loro finanziamento. Obbligando invece chi le tasse le paga a versare più del dovuto per compensare i mancati introiti fiscali e coprire i ‘buchi’ lasciati dagli evasori. Si tratta, in senso stretto, di parassiti opportunisti, che godono di beni e servizi prodotti da altri, usufruiscono dei vantaggi della solidarietà sociale senza partecipare ai costi.

Il costo degli evasori

Chi non si vaccina utilizza diversi argomenti per giustificare la propria scelta : i vaccini non sono stati sufficientemente testati, quindi non sono perfettamente sicuri e non si conoscono gli effetti secondari immediati o a lungo termine. Su questo esistono effettivamente, delle preoccupazioni, dato che anche per la vaccinazione, sono stati documentati degli episodi negativi, anche gravi ma per fortuna estremamente poco rilevanti dal punto di vista numerico. Questo d’altra parte avviene per qualsiasi altro intervento medico o farmacologico, anche banale, come prendere un’aspirina o fare una radiografia. Per non parlare delle cure oncologiche e dell’assunzione su lunghi periodi di farmaci per il diabete, l’ipertensione o il colesterolo in eccesso. Se si allarga ancora un po’ lo sguardo, si può notare che non esiste alcuna attività a ‘rischio zero’, che è un mito, come per l’andare al lavoro, fare un bagno in mare o una passeggiata in montagna. In ogni momento della vita si devono affrontare dei rischi, sin dalla nascita, come scriveva Giacomo Leopardi : « Nasce l’uomo a fatica,  ed è rischio di morte il nascimento ».

Il pensiero “No-Vax”

Nel caso della vaccinazione contro il Covid-19 si chiede alle persone di prendere responsabilmente un minimo rischio, perché è dimostrato che i vantaggi che si ottengono sono di gran lunga superiori ai rischi eventuali. D’altronde, basta confrontare i piccolissimi numeri degli incidenti da vaccino con il numero straordinariamente alto dei decessi dovuti al virus e al numero, forse altrettanto drammatico, dei decessi causati dalla posticipazione di interventi chirurgici necessari. Dovuti dall’indisponibilità di posti letto normali e di rianimazione, perché occupati da pazienti covid, senza parlare della chiusura delle strutture ambulatoriali.

Ma i no-vax il rischio, ancorché piccolo, vogliono farlo prendere agli altri, rifiutando di vaccinarsi per aspettare di « vedere cosa succede »,  lasciando che siano gli altri a vaccinarsi per scoprire negli eventuali effetti secondari.

Chi si vaccina lo fa certo per proteggere la propria salute ma anche e soprattutto per impedire la circolazione del virus e quindi proteggere la popolazione. Questo permettere la ripresa delle attività economiche, l’insegnamento, le attività sportive e ludiche. I no-vax aspettano che una grande parte della popolazione sia vaccinata, in modo da ottenere la protezione dal virus senza pagare la ‘tassa’ della vaccinazione. E questo spiega il parallelismo fra loro e gli evasori fiscali: avere in modo opportunistico tutti i vantaggi di una popolazione vaccinata senza partecipare allo sforzo collettivo per raggiungerli.

La libertà: quali confini?

Nei cortei e manifestazioni di questi giorni si usa sempre e a sproposito la parola ‘libertà’. Certamente, in uno stato democratico la libertà (compresa quella di manifestare) deve essere garantita a tutti, ma nessuno ha il diritto di usufruire dei vantaggi prodotti dalle attività della collettività senza parteciparvi. C’è una differenza fondamentale tra la libertà riconosciuta e difesa dalle costituzioni e dalle leggi democratiche, che termina dove comincia la libertà degli altri, e la libertà distorta reclamata ad alta voce dai no-vax, che diventa solo una scusa per far pagare al resto della società il prezzo delle proprie scelte egocentriche e dei propri privilegi.

Il ‘contratto sociale’, di cui scriveva Jean Jacques Rousseau nel Settecento, prevede che tutti debbano accollarsi, secondo le loro possibilità, i costi e i rischi legati alla costruzione di una società equa, perché solo in questo modo possiamo godere dei beni pubblici, come l’acqua, l’aria pulita, la sicurezza, la salute. Così come troviamo insopportabile quanti sporcano la spiaggia o un prato, nella certezza che qualcun altro passerà dietro di loro per pulire, o chi inquina l’ambiente e minaccia la salute, lasciando che altri si battano per purificare l’uno e difendere l’altra, allo stesso modo dovremmo trovare insopportabile chi preferisce non vaccinarsi perché conta sul fatto che lo faranno gli altri, permettendogli quindi di ricominciare a godere di tutti i benefici prodotti dall’impegno e dalla solidarietà degli altri, senza contribuire in alcun modo a tale impegno.

Bernardino Fantini

Bernardino Fantini è professore emerito di Storia della Medicina e della Sanità presso l’Università di Ginevra. Nato a Nepi (Viterbo), dopo una laurea in biochimica all’Università di Roma nel 1974, ha ottenuto nel 1992 un dottorato in storia e filosofia delle scienze della vita all’EPHE-Sorbonne di Parigi. Dal 1990 al 2013, è stato direttore dell’Istituto di Storia della medicina e della salute dell’Università di Ginevra. E’ presidente dell’Istituto Italiano di Antropologia, dell’Association des Concerts d’été à St Germain e della Società Dante Alighieri di Ginevra. Le sue ricerche si sono indirizzate principalmente alla storia della genetica e della biologia molecolare, alla storia della microbiologia e delle malattie infettive, alla filosofia delle scienze della vita e allo studio, teorico e sperimentale delle relazioni fra musica, scienza e medicina. È sposato con Rita Gai e ha tre figli e cinque nipoti.

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