Le giornate del patrimonio a Ginevra

Le giornate del patrimonio a Ginevra

Nel week-end 10-11 settembre si sono svolte a Ginevra, come già da diversi anni e come in molte altre città europee, le ‘giornate del patrimonio’. Ciò che tuttavia distingue l’edizione 2022 è l’accento che viene messo non sul patrimonio storico e culturale, ma sul ‘tempo libero’. Non si tratta di visitare musei, monumenti, biblioteche o teatri, ma andare ai bagni di Paquis, in piscina e nelle sale di ginnastica, visitare gli stadi e navigare sul lago in battello o sul Rodano in kayak, visitare i nuovissimi pontili sul lungolago di Cologny per ‘tuffarsi nel patrimonio’.

Certo, si può affermare, come si legge nel programma delle giornate, che in fondo anche la storia dei luoghi in cui si svolge un’attività sportiva o di svago può far parte del patrimonio. Tuttavia, questo spostamento di accento merita qualche riflessione, su due punti in particolare: il significato stesso del termine ‘patrimonio’ e lo sostituzione delle attività culturali con l’esercizio fisico e l’attività sportiva.

Il patrimonio è il tempo libero…

Nei dizionari, il patrimonio è definito come  « l’insieme delle ricchezze, dei valori materiali e non materiali che appartengono, per eredità, tradizione e simili, a una comunità o anche a un singolo individuo » (Dizionario Treccani). Il termine viene dal latino patrimonium, derivato di păter, ’padre’, ed è quindi legato all’eredità, all’heritage, come si dice in francese, qualcosa che si è ricevuto dai genitori e da lasciare alle generazioni future.

Così si parla del patrimonio morale,  spirituale,  artistico,  musicale,  letterario, di una nazione, di un popolo o di una persona. La definizione proposta dall’UNESCO, per poter attribuire l’ambito titolo di ‘patrimonio dell’umanità’, è ancora più netta, perché « designa manufatti, monumenti, gruppi di edifici e siti, musei che si distinguono per i loro diversi valori, compresi i significati  simbolici, storici, artistici, estetici, etnologici o antropologici, scientifici e sociali ».

…e tre ore di sport in più a scuola

Ora, ci sono molti dubbi che i bagni di Paquis, lo stadio di Frontenex o i pontili di Cologny possano ambire ad entrare a far parte del patrimonio dell’umanità. Far conoscere i luoghi del ‘tempo libero’ è certo importante ed è un servizio per la cittadinanza, ma forse confondere modi e luoghi è un errore.

La seconda riflessione è poi ancora più importante, e preoccupante. Considerare come patrimonio i luoghi del tempo libero e dell’attività fisica è solo un’ulteriore conferma di un fenomeno in corso ormai da molti anni, il progressivo spostamento dell’attenzione delle persone e delle autorità dalla cultura allo sport, dall’attività mentale all’attività fisica. Nel tempo libero, sino a qualche tempo fa, si poteva leggere un libro, ascoltare un disco o la radio, andare al cinema o al teatro, ora si va a fare una corsetta, un’ora di fitness, un bagno in piscina, perché la forma fisica è più importante della forma mentale. Così i cinema e le librerie chiudono, mentre si moltiplicato campi sportivi e centri di fitness.

Tra cultura e sport

Un referendum ha bocciato la costruzione della Cité de la Musique, destinata a sede dell’Orchestre de la Suisse Romande e della Haute Ecole de Musique, perché considerata ‘elitista’, come se la formazione di un elite in campo culturale fosse da condannare mentre selezionare una elite per la nazionale di calcio e cercare nuovi Federer per il tennis sia sempre positivo. D’altra parte, si può ricordare che giocare a golf o disporre di un battello per le regate è certamente più elitista dell’imparare a suonare bene uno strumento musicale.

C’è poi una recente notizia che rende questa ‘transizione antropologica’ ancora più evidente. Il Dipartimento dell’Istruzione Pubblica del Cantone di Ginevra auspica che dall’inizio del prossimo anno scolastico 2023-24 in tutte le scuole dell’obbligo si svolgano tre ore settimanali di educazione fisica, richiedendo al parlamento un « impegno formale », dando seguito a un’indicazione in questo senso venuta addirittura dal Tribunale federale nel 2017.

Per aggiungere ore di ginnastica ci sono due possibili soluzioni: l’allungamento degli orari scolastici oppure la diminuzione delle ore dedicate ad altre materie. Dato che modificare gli orari di permanenza degli alunni nella scuola sembra poco applicabile, aumentare le ore di ginnastica porterebbe alla diminuzione delle ore destinate alla storia, alla geografia o all’apprendimento delle lingue straniere.

E’ questo il problema principale, perché praticare le attività sportive è possibile nel tempo libero, ma l’insegnamento di materie culturali non può essere sostituito. Forse saltare e correre è più importante di imparare a scrivere, leggere e pensare ?

Bernardino Fantini

Bernardino Fantini è professore emerito di Storia della Medicina e della Sanità presso l’Università di Ginevra. Nato a Nepi (Viterbo), dopo una laurea in biochimica all’Università di Roma nel 1974, ha ottenuto nel 1992 un dottorato in storia e filosofia delle scienze della vita all’EPHE-Sorbonne di Parigi. Dal 1990 al 2013, è stato direttore dell’Istituto di Storia della medicina e della salute dell’Università di Ginevra. E’ presidente dell’Istituto Italiano di Antropologia, dell’Association des Concerts d’été à St Germain e della Società Dante Alighieri di Ginevra. Le sue ricerche si sono indirizzate principalmente alla storia della genetica e della biologia molecolare, alla storia della microbiologia e delle malattie infettive, alla filosofia delle scienze della vita e allo studio, teorico e sperimentale delle relazioni fra musica, scienza e medicina. È sposato con Rita Gai e ha tre figli e cinque nipoti.

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