Cibo: l’energia che vibra dentro di noi

Cibo: l’energia che vibra dentro di noi

Il cibo è la vera energia che abbiamo. Come dice il nostro titolo vibra dentro di noi. Proprio per parlare di cibo come non è mai stato fatto finora, abbiamo intervistato la Dott.ssa Ursula Hussein, nutrizionista e naturopata.

Dopo una laurea in Chimica e Tecnologie Farmaceutiche, all’Università degli studi di Milano, la sua forte propensione per le cure naturali l’ha portata ad iscriversi alla Scuola di Naturopatia, successivamente a conseguire il diploma di Terapia Alimentare allargando ulteriormente i suoi orizzonti, per approdare infine alla laurea in Alimentazione e Nutrizione Umana.

Ursula, oggi di cosa ci parlerà?

Vorrei parlarvi di “ENERGIA DEL CIBO”, perché si parla tanto di energia legata alle calorie del cibo, ma se si tiene conto solo dell’energia del cibo in quanto a kilo calorie, si perde tutto quell’aspetto legato alle energie sottili del cibo. Il cibo non è soltanto un insieme di sostanze nutrizionali. È qualcosa di vitale, che ha in sé delle caratteristiche diverse.

Il cibo può essere secco o umido, caldo o freddo. Queste qualità entrano nel nostro corpo e nei nostri organi con un impatto sulla nostra salute.

Non solo. Il cibo ha anche colori e gusti diversi, consistenze diverse e anche queste caratteristiche fanno parte dell’energia del cibo.

Per la medicina tradizionale cinese e la filosofia macrobiotica, a livello di alimentazione, non esistono cibi giusti o cibi sbagliati. Ogni cibo ha un’importanza e una funzionalità per i nostri organi.

Ad ogni alimento è possibile associare, non solo diverse sostanze nutritive, ma anche diverse proprietà energetiche vitali in grado di influenzare inevitabilmente il nostro corpo, la nostra mente e le nostre emozioni.

Prendiamo ad esempio in considerazione i gusti: l’amaro, il dolce, il salato, l’aspro, il piccante. Questi sono aspetti che vanno a nutrire e ad attivare ognuno un organo o un viscere del nostro corpo. Ad esempio, secondo la medicina tradizionale cinese, il sapore acido nutre fegato, cistifellea, vista, occhi, unghie, muscoli. Il sapore amaro nutre cuore, intestino tenue, incarnato del viso, sangue; quello dolce stimola milza, stomaco, bocca. Il sapore piccante stimola polmoni, intestino crasso, pelle, olfatto. Il salato stimola reni, vescica.

Per costruire dunque un regime alimentare equilibrato non possiamo solo tenere conto della giusta dose di sostanze nutritive (proteine, carboidrati, grassi) legate al fabbisogno energico di ciascun individuo, ma dobbiamo tenere conto anche di quegli aspetti, come colori e sapori, che possono avere un impatto energetico importantissimo sul nostro corpo e stato emotivo.

Il cibo e lo stato emotivo

Qual è l’approccio che segue quando qualcuno si presenta da lei per chiederle aiuto nel riequilibrare il regime alimentare?

Per prima cosa parto con delle domande precise e mirate per cercare di capire dove è spostato questo equilibrio. Di solito chiedo alla persona cosa le piace mangiare, cosa le piace cucinare, quali sono gli alimenti che non mangia, quali sono i suoi piatti preferiti, quali sono le sue abitudini alimentari. In questo modo, riesco a costruire, senza stravolgere troppo la sua alimentazione e il suo stile di vita, un regime alimentare in grado di nutrire positivamente non solo il corpo, ma anche la parte emotiva della persona.

Nell’elaborare le diete per i miei clienti, mi piace mischiare alimenti tipici della dieta tradizionale mediterranea, basata dunque sull’uso di cereali, legumi, verdure, poca carne, pesce ed olio di oliva, con alimenti che ritroviamo soprattutto nella dieta macrobiotica, dieta che viene dall’Oriente, in particolare dal Giappone, che predilige il consumo di alimenti non elaborati industrialmente. Se sono a KM  0 meglio ancora.

C’è qualche falso mito che secondo lei andrebbe sfatato in ambito nutrizionale?

Certo. “Per dimagrire non mangio carboidrati!”.

Non è corretto, perché anche a livello scientifico è stato stabilito che il nostro fabbisogno calorico giornaliero dovrebbe essere costituito per almeno il 55-60% di carboidrati, in quanto rappresentano il nostro principale carburante.

Poi ci sono le proteine e i grassi (a livello di macro nutrienti) e poi ci sono le vitamine e i minerali e molecole bioattive (a livello di micro nutrienti).

Un’altra cosa che non mi piace molto è chiamare gli alimenti con il loro nutriente principale. Ad esempio, spesso si ha l’abitudine di associare il termine carboidrato alla pasta o al riso. Ma non dimentichiamo che sia nella pasta che nel riso è presente anche una piccola percentuale di proteine. Piccola, però c’è. È sbagliato dire mangio carboidrati, mangio proteine. Perché quando dico che mangio proteine, riferendomi ad esempio alla carne, non tengo conto che nella carne oltre alle proteine, ci sono anche dei grassi.

I carboidrati sono contenuti principalmente nella pasta, nei cereali (grano, orzo, farro, riso, miglio), ma anche nei legumi e nelle verdure amidacee, ad esempio nelle patate e nella zucca. Dai carboidrati noi estraiamo il glucosio che è la principale molecola che ci serve per vivere.

Dietista o nutrizionista?

Potrebbe chiarirci qual è la differenza tra un dietologo, un dietista e il nutrizionista?

Innanzitutto, dietista, dietologo e nutrizionista hanno seguito percorsi di studio diversi che conducono a tre professioni distinte.

Il dietologo è laureato in Medicina e Chirurgia e, dopo aver completato i sei anni del corso di laurea, si è specializzato in Scienze dell’Alimentazione.

Il dietista, invece, ha conseguito un corso di laurea a sé stante, triennale.

Il nutrizionista è un laureato in Biologia o Scienze della nutrizione o in Alimentazione e Nutrizione umana, che può formulare delle diete, ma non effettuare diagnosi o prescrivere farmaci.

Il dietologo è a tutti gli effetti un medico che può, di conseguenza, fare diagnosi di patologie e, all’occorrenza, prescrivere farmaci per poterle curare. È suo compito partire dalla valutazione clinica all’elaborazione del trattamento e della dieta più adatta al paziente: di fatto è l’unico, tra le tre figure che per legge possono elaborare un piano alimentare personalizzato per il paziente, che può evidenziare e “certificare” la presenza di una qualsiasi malattia che richiede un’alimentazione specifica.

Uno strumento delicato

Le patologie diagnosticate da un dietologo sono quelle a carico dell’apparato digerente, come, per esempio, colite, gastrite, reflusso, sindrome del colon irritabile, morbo di Crohn, celiachia, intolleranze. In questo caso, la dieta si configura come un regime alimentare mirato al sostegno del paziente, per trattare la sintomatologia di quella malattia per consentirgli di convivere con la patologia stessa senza avere problemi.

Il dietista si occupa della promozione e della cura dell’alimentazione e della nutrizione sia per pazienti singoli che per una piccola comunità. Può, infatti, prendere parte all’elaborazione di menù per mense, ospedali, scuole, ma anche promuovere attività didattiche per sensibilizzare i più piccoli all’importanza di mangiare frutta e verdura, per fare un solo esempio. Il dietista può lavorare anche con i singoli pazienti proponendo piani dietetici anche di tipo terapeutico, ma non può essere lui a fare la diagnosi, né prescrivere medicinali e farmaci.

Il ruolo del nutrizionista, invece, è principalmente quello di aiutare le persone, attraverso un percorso di rieducazione alimentare, a raggiungere un’armonia con il cibo in modo da modificare stili di vita scorretti e imparare a gestire la propria alimentazione in modo sereno e senza ansie, con l’obbiettivo di assicurarne il benessere psico-fisico.

Il buon cibo inizia…in cucina

Sono andata a curiosare un po’ sul suo profilo Instagram (@ ursula.hu) e ho scopetto che tra le tante cose che fa dà anche corsi di cucina, vero?

Diciamo che nel tempo, la mia formazione di base si è arricchita di tutta una parte alternativa legata alla naturopatia, alla macrobiotica, alla medicina tradizionale cinese, e ho iniziato a frequentare diversi corsi di cucina naturale.

Con l’esperienza ho capito che finché non modifichiamo il modo di mangiare e di cucinare, non risolveremo mai completamente i nostri squilibri.

Ora mi dedico alle consulenze nutrizionali, basando la “cura” prevalentemente sulla correzione alimentare: i rimedi possiamo produrli direttamente noi, proprio in cucina. Quello che faccio è dare indicazioni pratiche, sia in campo alimentare che nella correzione dello stile di vita, seguendo passo a passo i miei clienti.

A chi è interessato a cambiare alimentazione offro la possibilità di seguire i miei corsi di cucina naturale, dedicati a chi non ha troppo tempo da dedicare ai fornelli.

Solo correggendo l’alimentazione si possono risolvere tantissime problematiche: sovrappeso, gonfiore, digestione lenta, disfunzioni intestinali, mal di testa e dolori, stanchezza cronica.

Nei miei corsi cerco di insegnare ai miei clienti a cucinare piatti equilibrati, ma golosi, perché cucinare deve essere divertente, gioioso e appagante per la vista e per il palato!

Per chi avesse piacere di contattare la Dott.ssa Ursula Hussein può farlo via e-mail (ursula.hussein78@gmail.com)

Cristina Ferrari

Torinese, classe ’74, un diploma in lingue e una laurea in economia e commercio. Mamma di due bimbi, Jacopo e Ginevra, dal 2006 vive a Ginevra dove ha lavorato per qualche anno come assistente per il Progetto Medicis-Promed, un progetto in ambito di ricerca medica e oncologica finanziato dall’Unione Europea e coordinato dal CERN. Amante della vita, positiva, tenace, viaggiatrice, curiosa, con la passione infinita per il buon cibo e il buon vino, nonché ottima cuoca, adora entrare in contatto con realtà protagoniste dell’eccellenza enogastronomica italiana e non solo, sperimentando nuovi piatti e scovando nuovi ristoranti e produttori insoliti durante i suoi viaggi.

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