Sotto le stelle di Fred

Sotto le stelle di Fred

Sotto le stelle di Fred. T’ho veduto, t’ho seguito… Incontri da sogno con Fred Buscaglione è la biografia di Fred Buscaglione scritta da Marina Rota. C’è una nota di Paolo Conte e la prefazione è di Vittorio Sgarbi. Valerio Calzolaio ha scritto la recensione per La Voce di Ginevra, a 100 anni dalla nascita dell’artista.

Torino. Il 23 novembre 1921 nasce nel capoluogo piemontese il grande musicista Fred Buscaglione. Ricorre il centenario, non scordiamolo! In soli trentotto anni di vita segnò un’epoca. A fine anni cinquanta, poco prima di morire in un incidente, si trovava all’apice di una carriera clamorosa e multimediale: era uno degli artisti di spettacolo, cinema e televisione più noti e celebrati in tutto il paese. Aveva un calendario di importanti serate quotidiane (che copriva più anni successivi) e una tournée negli Stati Uniti; tante italiane e italiane di varie generazioni fischiettavano e provavano a ballare le sue canzoni.

Fermarsi un attimo a memorizzare una vita intensa e culturalmente significativa è un dovere e un piacere. Fred crebbe in un noto grande palazzo ottocentesco su un cortile di Piazza Cavour, di sobria eleganza, emblematico del decoro borghese sabaudo, dove la mamma Ernesta faceva la portinaia (diplomata in pianoforte, uno lo aveva in casa).

Gli esordi e il successo

Il giovane Nando mostrò subito uno straordinario talento per la musica (chitarra, violino, contrabbasso e altri strumenti, a lezione o al conservatorio o da autodidatta), ereditato anche dal padre verniciatore (e buon fisarmonicista) e dalla zia artista di café chantant (morta però di tubercolosi nel 1920). Presto dovette smettere di studiare per aiutare il bilancio familiare (con fratello e sorella): fattorino, pellettiere, apprendista odontotecnico, artigiano. Nel tempo libero tanto jazz e blues, collaborazioni con orchestre importanti, ingaggi in locali dove, fra l’altro, conobbe Leo Chiosso. Poi la guerra, ma in Sardegna riuscì a organizzare uno spettacolo ricreativo e a suonare spesso nella radio indipendente. Tornò, ritrovò Leo (lettore di gialli), divennero inseparabili, lui il grande frenetico indimenticabile Fred.

La brava giornalista Marina Rota adotta un colto ingegnoso espediente letterario per farci incontrare il suo concittadino Buscaglione, un intreccio di realtà e sogno su un uomo carismatico e beffardo, diventato leggenda dopo una morte assurda. Segnala subito come è emersa in lei l’esigenza di riascoltare il musicista e studiarne contesti familiare e sociale torinesi, per caso, trasferendosi proprio dalle parti di quell’antico palazzo e organizzando una festa di apertura con personalità e amici illustri, fra cui il grande americanista Claudio Gorlier.

La narrazione prosegue in prima al presente, sia quando restiamo nell’oggi con i suoi contemporanei colloqui e progressi, sia soprattutto quando ci tuffiamo in sogno indietro nel tempo, accanto al fantasma di Fred, mentre sempre lei (giornalista alla Gazzetta del Popolo) e Claudio (in veste di Virgilio) frequentano il palazzo dagli anni venti ai Cinquanta, lo vedono crescere da piccolo artista, si fanno raccontare le gesta dalla madre, lo incrociano nei bar e nei locali. I capitoli riguardano le principali fasi della vita: fino alla partenza per la guerra, dal rientro ai primi successi del gruppo orchestra Asternovas, il quasi decennio della gloria generosa e trascinante (Paolo Conte parla di “spirito guascone”).

La biografia

Rota lo ha definito una rigorosa biografia romanzata e un viaggio nella Torino swingante degli anni Quaranta e Cinquanta, più povera, ma ricca di speranza; un viaggio a ritroso nel tempo che può piacere ai cultori appassionati, ai musicisti attivi e ai nostalgici di una stagione irripetibile della storia culturale della città operaia e del paese in ripresa. In appendice le interviste a Fred Chiosso (figlio di Leo), a Dario Arrigotti (figlio del pianista del gruppo) e alla nipote Letizia Buscaglione (figlia della sorella). Titolo e copertina azzeccati, interessanti apparati bibliografico e iconografico.

Valerio Calzolaio ha 64 anni, è nato nell’ottobre 1956 a Recanati (Macerata) e risiede a Macerata. Si è diplomato a pieni voti nel luglio 1975 presso il Liceo Scientifico di Macerata e laureato in Scienze Politiche presso l’Università di Macerata. Dopo la laurea è stato eletto deputato italiano per 4 legislature. Dal 1996 al 2001 è stato sottosegretario al Ministero dell’Ambiente nei tre governi di centrosinistra (Prodi, D’Alema, Amato). Calzolaio è giornalista e saggista, ha collaborato con numerosi quotidiani nazionali. Ha curato l’edizione di alcuni volumi collettaneiscritto libri su vari argomenti storici e ambientali. Ha anche pubblicato alcuni saggi scientifici di materia costituzionale, articoli e saggi di natura culturale. Pubblica recensioni di libri in vari siti, blog e riviste online, in particolare di romanzi gialli e neri.

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La Voce di Ginevra è un web magazine di cultura, attualità e informazione e punto di riferimento per tutta la comunità italiana che vive nel Cantone di Ginevra. Si avvale di una redazione giovane e dinamica e di un nutrito gruppo di collaboratori.

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