Dante visto da Botticelli

Dante visto da Botticelli

Inizia il percorso virtuale della mostra La Fabrique de Dante, ospitata presso la Fondation Bodmer fino alla fine di Agosto 2022. Paola Allegretti, membro della Società Italiana Dantesca, ci porta in visita attraverso le sale della mostra illustrandoci alcuni dei pezzi pregiati e unici di questa straordinaria esposizione. Un articolo al mese fino alla fine della mostra.

1 Sandro Botticelli, Ritratto di Alighieri (1495 circa)

Iniziamo la nostra visita virtuale alla mostra La Fabrique de Dante (Fondation Martin Bodmer 24.9.21 – 28.8.22) con un oggetto unico e famosissimo. Il ritratto di Dante dipinto da Botticelli alla fine del ’400 è senza dubbio il più famoso e illustre volto del sommo poeta. Il Dante per eccellenza. Tanti libri e tutti cataloghi delle mostre sparse in Italia in occasione del centenario del 2021 hanno pubblicato questa immagine. Ma il quadro si può vedere solo a Cologny. È un profilo ideale di Dante con il naso aquilino, secondo un modello che si trova disegnato per la prima volta in alcuni manoscritti della Commedia di fine Trecento.

La visione di Botticelli

Questo tipo di viso è stato fabbricato per la prima volta a parole da Giovanni Boccaccio a fine Trecento. Per raccontare l’aspetto fisico del poeta, mai visto da lui e mai ritratto in vita, Boccaccio assicura di aver sentito dire che un nipote di Dante che viveva ancora a Firenze era in tutto e per tutto fisicamente simile al celebre zio. Quindi questo viso, al meglio, è la ricostruzione del viso del figlio di una sorella di Dante (tale Leone Poggi), idealizzato secondo un modello di nobiltà classica e di gloria poetica pienamente rinascimentale.

Già prima del capolavoro di Botticelli, questo volto viene utilizzato a Firenze nella tavola del pittore Michelino. La tavola è ancora esposta nel Duomo (1465), e che raffigura Dante, Firenze e la Commedia. Qui Firenze, che nel poema è quasi tutta all’Inferno, si compiace di essere messa in parallelo con il Purgatorio.

Un profilo da medaglia antica

Riprodotto nei frontespizi di moltissime stampe antiche e moderne della Commedia questo è dunque il Dante nell’immaginario prima fiorentino e poi italiano. Botticelli infonde vita a questo profilo da medaglia antica grazie a uno sfondo atmosferico celeste, allo sguardo vivido e alla morbidezza del copricapo. Ma si tratta di una fabbricazione tutta postuma: Dante Alighieri (per non parlare di suo nipote) non ottenne mai la corona di alloro, a differenza del padovano Albertino Mussato che fu incoronato poeta nel 1315, il cui ricco cognato (come leggiamo nell’Inferno) è atteso nella dannazione dagli usurai incontrati da Dante già nel 1300.

(Oggetti dal Catalogo: La Fabrique de Dante, Genève, MētisPresses 2021, pp. 326-327)

Paola Allegretti

Paola Allegretti fa parte del Consiglio Scientifico della Società Dantesca Italiana (Firenze) e ha pubblicato Dante Alighieri, La canzone “montanina” (Verbania, Tararà, 2001), per l’Edizione Nazionale delle Opere di Dante Alighieri l’edizione critica Fiore, Detto d’Amore (Firenze, Le Lettere, 2011), Adespositi, prosimetri e filigrane. Ricerche di filologia dantesca (Ravenna, Longo Editore, 2013), Il dossier di Avignone, 9 febbraio 1320-11 settembre 1320 (Firenze, Le Lettere, 2020), Dante scopre l’Europa (Firenze, Firenzefiera, 2021).

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