La colonia italiana di Saint-Cergues

La colonia italiana di Saint-Cergues

Nel 1933, nel Comune di Saint-Cergues-les-Voirons, nel Dipartimento della Haute-Savoie, a pochi chilometri dal confine svizzero, si inaugura una casa di vacanza per i figli degli emigranti antifascisti. Lo scopo di questa iniziativa, è di permettere ai giovani italiani di seguire i corsi di italiano e di francese, di passare dei momenti di tranquillità in compagnia dei connazionali della loro età e di sfuggire all’influenza degli organi del regime fascista all’estero.

Un gruppo di bambini nella colonia nel 1939

Sino alla vigilia della Seconda guerra mondiale, la casa per le vacanze ha una gestione italiana e accoglie in gran parte bambini italiani, ma anche spagnoli, figli di esuli durante e dopo la Guerra civile spagnola. Occasionalmente, anche bambini svizzeri e francesi sono ammessi ai campi di vacanza.

Nella regione dei Voirons , sia in Francia che in Svizzera, vivevano già molti emigranti italiani. Dopo la conquista del potere da parte del fascismo si era avuta una forte emigrazione politica e molti rifugiati trovarono accoglienza in questa regione.

Fra questi, il giornalista Carlo Emanuele A Prato, Guglielmo Ferrero, docente all’Università di Ginevra, il repubblicano Giuseppe Biasini, l’avvocato Egidio Reale, presidente della Società Dante Alighieri di Ginevra, Manlio Sancisi, impiegato all’Ufficio Internazionale del Lavoro, il segretario del Partito Socialista Italiano di Ginevra, Carlo Pedroni e il repubblicano Giuseppe Chiostergi, che per anni aveva messo a disposizione la sua casa di Ginevra come luogo di accoglienza temporanea dei fuorusciti italiani e per la distribuzione della corrispondenza.

L’11 febbraio 1933, in occasione dell’assemblea annuale della Società Dante Alighieri, un nutrito gruppo di italiani si riunisce per ascoltare un discorso del professor Ferrero in cui si esplicita la volontà di combattere la propaganda fascista e si afferma che “il vero popolo italiano è rappresentato dagli elementi che si trovano all’estero a lottare per la libertà del loro paese al quale tutto hanno dato”. 

Ferrero paragona gli antifascisti a Mazzini e ad altri eroi risorgimentali, affermando che un giorno “rientreranno in Patria, coronati dall’aureola del martirio e con la soddisfazione di vedere una nuova Italia veramente redenta e liberata dal parassitismo che oggi la infesta”.

A Ginevra, accanto alla Società Dante Alighieri, che nel frattempo aveva rotto tutti i legami con la sede centrale in Italia, dopo che questa aveva aderito al fascismo, e alla sezione della Lega Italiana dei Diritti dell’Uomo (LIDU), svolge un’intensa opera antifascista anche il Circolo filodrammatico “La Seminatrice”, presieduto da Chiostergi, con lo scopo di offrire agli italiani e specialmente agli operai un “onesto svago” e diffondere la cultura italiana.

È in questo contesto che nasce a Saint-Cergues la colonia estiva, per offrire ai bambini degli esuli un luogo dove trascorrere le vacanze.  L’iniziativa è promossa dagli antifascisti italiani di Ginevra nell’ottobre del 1928, con la creazione di un comitato al quale aderiscono 14 società italiane. Il comitato raccoglie, tramite una lotteria autorizzata dal Cantone di Ginevra e le feste delle associazioni italiane, i fondi necessari per l’acquisto di un terreno di 8’000 metri quadrati.

Su questo terreno è realizzato un grande edificio, grazie al contributo volontario di circa 600 operai, che si offrono di lavorare gratuitamente il sabato, la domenica e nelle festività. Il materiale per la costruzione è costituito in parte dalla pietra cavata sul posto per le fondamenta e i muri maestri, ma soprattutto è offerto gratuitamente da imprenditori, grossisti, professionisti e commercianti italiani di Ginevra e dell’Alta Savoia, ai quali si aggiunse anche la solidarietà di cittadini svizzeri e francesi.

Saint-Cergues_les_Voirons_(Okt._2014)

La casa di vacanza, capace di accogliere sino a 100 bambini,  viene inaugurata il 9 luglio 1933 e per meglio seguire l’attività della colonia Chiostergi si trasferisce nella sua villa di Lucinges, chiamata nell’ambiente antifascista il “Rifugio”. La funzione di direttore della struttura estiva viene svolta da Silvio Stringari, amministratore della Società Dante Alighieri, con l’aiuto di Fausto Guidi, che svolge anche funzioni di contatto con i rifugiati politici della zona.

Con lo scoppio della guerra, la situazione diventa molto difficile sia nella Francia occupata che in Svizzera, dove vengono introdotte molte restrizioni per gli stranieri. Gli esuli italiani hanno molte difficoltà e non trovano lavoro. Molti di loro devono di nuovo emigrare, spesso negli Usa. A Ginevra, le attività della scuole italiane cessano e la colonia estiva di Saint-Cergue deve anch’essa chiudere.

Ehem.Ferienheim_in_Saint-Cergues_les_Voirons,_Gedenktafel(Oktober_2014)

Tuttavia, la casa non rimane vuota durante la guerra, il suo nome diviene “Les feux follets” e vi trovano rifugio numerosi bambini ebrei, grazie all’Opera svizzera di aiuto operaio, al Gruppo di lavoro svizzero per i bambini danneggiati dalla guerra, gestito dal 1942 dalla Croce Rossa, sotto la direzione di Germaine Hommel.

Il 12 ottobre 2019, il sindaco di Saint-Cergues ha dato il nome di “Chemin des Justes” alla strada che porta alla colonia, a testimonianza dell’attività degli antifascisti italiani e dell’opera di soccorso e rifugio dei bambini ebrei minacciati di deportazione.

La pubblicazione, nell’aprile 2021, sempre sotto l’egida del Comune di Saint-Cergues, di un libro sulla storia della colonia italiana e della casa “Le feux follets”, dà un contributo fondamentale alla conoscenza di questa straordinaria esperienza di solidarietà e impegno culturale.

Alfiero Nicolini

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