“Per mare”: merci, uomini e disuguaglianze globali

“Per mare”: merci, uomini e disuguaglianze globali

Andrea Carnì e Andrea Pappalardo | Castelvecchi Editore, 2024 | pp. 150 | € 17,50 Prefazione dell’Ammiraglio Ispettore (CP) Vittorio Alessandro

In un’epoca in cui la globalizzazione sembra aver reso il pianeta più piccolo e interconnesso, Per mare. Storie di merci, destini di uomini, disuguaglianze globali, a cura di Andrea Carnì e Andrea Pappalardo, ci costringe a riconsiderare il mare non come semplice scenario di passaggio, ma come un grande palcoscenico sul quale si intrecciano potere, ricchezza, violenza e speranza. Le rotte marittime, che apparentemente uniscono i continenti, si rivelano in realtà arterie attraverso cui scorrono fenomeni di oppressione e sfruttamento spesso invisibili allo sguardo del grande pubblico. Con una scrittura chiara e incisiva, il volume disegna una mappa globale fatta di storie individuali e dinamiche strutturali che mostrano come il mare sia diventato uno specchio fedele delle fragilità del nostro tempo.

Mediterraneo: migrazioni, barconi e schiavitù moderna

Il libro si apre sul Mare Mediterraneo, crocevia di civiltà ma anche teatro di tragedie contemporanee, con barconi carichi di migranti in fuga da guerre, persecuzioni e povertà. Carnì e Pappalardo riportano alla luce le vite nascoste dietro le statistiche, mostrando come ogni traversata rappresenti molto più di un viaggio: è un atto estremo di resistenza e disperazione. Accanto a questo dramma umanitario, emerge un mondo di sfruttamento silenzioso: quello dei pescherecci che solcano gli oceani con equipaggi costretti a lavorare come schiavi moderni, intrappolati in sistemi criminali che si nutrono dell’impunità e dell’assenza di controlli.

Narcotrafficanti, “navi dei veleni” e traffici clandestini

Il volume spinge poi il lettore verso scenari ancora meno conosciuti: la rete di sottomarini artigianali utilizzati dai cartelli del narcotraffico per trasportare sostanze illegali lontano dai radar, o i cargo che celano nei loro container specie animali, legni pregiati e altre risorse naturali destinate ai mercati clandestini del Nord del mondo. Emblematiche e inquietanti sono le pagine dedicate alle cosiddette “navi dei veleni”, testimonianza di come l’avidità economica possa trasformarsi in disastro ambientale, riversando rifiuti tossici nei porti più vulnerabili del Sud globale e compromettendo interi ecosistemi marini.

La prefazione dell’Ammiraglio Vittorio Alessandro

La prefazione dell’Ammiraglio Ispettore (CP) Vittorio Alessandro — noto per il suo impegno nella tutela del mare e dell’ambiente ed ex Presidente del Parco Nazionale delle Cinque Terre — dona ulteriore autorevolezza al volume, incorniciandolo come un’opera necessaria e urgente. La sua voce richiama l’attenzione sul nesso profondo tra sicurezza marittima, governance globale e responsabilità collettiva. Il libro, pur essendo breve e scorrevole, riesce così ad assumere il ritmo avvincente del romanzo d’inchiesta, in cui ogni storia funge da tassello di un quadro più grande e inquietante.

Letteratura e mare: quando la narrativa illumina la realtà

Uno degli elementi più interessanti dell’opera è la capacità degli autori di combinare analisi empirica e sguardo culturale. L’ultimo capitolo, in cui vengono esplorati testi letterari, poetici e narrativi dedicati al mare, offre una pausa di respiro ma anche una profondità aggiuntiva. Attraverso richiami a classici e contemporanei, gli autori ci ricordano che il mare non è soltanto spazio fisico o economico, ma anche immaginario condiviso, simbolo di libertà, avventura, pericolo e destino. La letteratura diventa così una lente preziosa per comprendere quanto profondamente le società umane siano intrecciate con le acque che le circondano.

Microstorie e macroprocessi: la geopolitica del mare

Dal punto di vista interpretativo, Per mare si distingue per l’attenzione con cui mette in relazione microstorie individuali e macroprocessi globali. Ogni caso trattato — dalle rotte migratorie ai traffici illegali, dal lavoro forzato alle economie predatorie — è inserito all’interno di dinamiche geopolitiche e socioeconomiche più ampie, che svelano le radici strutturali delle disuguaglianze tra Nord e Sud del mondo. In questo senso, il libro si pone non solo come un reportage documentato ma anche come una riflessione critica sulla globalizzazione e sulle sue contraddizioni più profonde.

Un confine liquido tra privilegi e destini

Ciò che emerge, in definitiva, è un mare che non unisce ma divide: un confine liquido che separa privilegi e destini segnati, ricchezza e povertà, legalità e criminalità. Eppure, questa stessa superficie instabile diventa anche luogo simbolico di resistenza e possibilità, in cui uomini e donne continuano a sfidare la sorte, spesso pagando un prezzo altissimo. Carnì e Pappalardo riescono così a restituire al lettore un’immagine complessa, ambivalente e profondamente attuale del mondo marittimo, invitandolo a guardare oltre le onde per scoprire ciò che si cela sotto la superficie.

Una lettura necessaria

Per mare è un libro utile per chiunque voglia comprendere le trasformazioni del nostro tempo attraverso la lente del mare. Con un linguaggio accessibile ma rigoroso, gli autori riescono a rendere visibile ciò che troppo spesso rimane sommerso: le vite, le merci, le ingiustizie e le speranze che viaggiano ogni giorno lungo le rotte del mondo. Una lettura che scuote la coscienza e invita all’azione, ricordandoci che il mare, da sempre culla di civiltà, è oggi anche specchio delle nostre più profonde responsabilità.

📚 Scheda libro

  • Titolo: Per mare. Storie di merci, destini di uomini, disuguaglianze globali
  • A cura di: Andrea Carnì e Andrea Pappalardo
  • Editore: Castelvecchi Editore
  • Anno: 2024
  • Pagine: 150
  • Prezzo: € 17,50

Oreste Foppiani

Oreste Foppiani è Visiting Research Fellow e professore associato di Storia e Politica internazionali presso il Robert Schuman Centre for Advanced Studies dello European University Institute (www.eui.eu). Ha insegnato o diretto progetti di ricerca in diversi atenei tra Ginevra, Milano, Tokyo, Washington e New York. Membro dell'Association Genevoise des Journalistes (RP Impressum) e dell'Ordine dei Giornalisti dell'Emilia-Romagna (2004-2018), è stato corrispondente permanente di Libertà presso l'Onu di Ginevra dal 2008 al 2016.

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