Nuovi rischi di epidemie e politiche vaccinali
A fine agosto 2026 una bambina di quattro anni di Palermo è deceduta a causa della difterite, non essendo stata vaccinata perché i genitori temevano il legame fra i vaccini e l’autismo, un’idea molto diffusa dai social ma dimostrata falsa da molteplici ricerche scientifiche. Si è trattato del primo caso dal 1991 di decesso per questa terribile malattia, che era stata per secoli il terrore di tutte le famiglie ma che sembrava finalmente eliminata. Questo decesso e i contagi che vi sono stati collegati hanno provocato in tutto il territorio un aumento immediato delle richieste di vaccinazione, senza tuttavia impedire la continua diffusione di atteggiamenti contrari alla vaccinazione in generale.
Morbillo, una malattia sottovalutata
Questo caso non è l’unico segnale d’allarme sui pericoli dovuti alla mancanza di coperture vaccinali. Una situazione molto drammatica e sottovalutata riguarda una malattia molto contagiosa, il morbillo. La scarsa adesione alle campagne di vaccinazione contro il morbillo, realizzata con il vaccino tetravalente MPRV (morbillo, parotite, rosolia, varicella), dipende oltre che dalla diffusione di atteggiamenti antivax, anche dal fatto che questa malattia è considerata normalmente non grave e tipica dell’età infantile ed è spesso presa come un ‘segnale di crescita’. Ma attualmente la maggior parte dei casi riguarda gli adulti e anche se la mortalità resta bassa (1-3 decessi ogni mille casi) non si deve dimenticare che il morbillo ha gravi conseguenze di tipo neurologico, con danni alla visione e all’udito.
Vaccino MPRV: perché servono due dosi
La vaccinazione MPRV prevede due dosi, la prima solitamente nel secondo anno di vita, la seconda di richiamo intorno ai 5-6 anni. Purtroppo spesso si somministra la prima dose ai bambini piccoli e poi si trascura la seconda dose, esponendo quindi alla malattia anche persone considerate come vaccinate. Inoltre, una copertura vaccinale sufficiente deve raggiungere il 95% della popolazione con entrambe le dosi, un obiettivo difficile da raggiungere in molti paesi a causa della debolezza del sistema sanitario o della diffusione di posizioni contrarie ai vaccini.
Dal Bangladesh agli Stati Uniti: l’emergenza morbillo
Per il morbillo nei mesi scorsi è emersa una situazione di emergenza. Nel marzo 2026 una fiammata epidemica si è sviluppata in Bangladesh, con un totale in poche settimane di 237.000 casi e la morte di circa 1200 bambini al di sotto dei cinque anni. Un allarme epidemiologico per la stessa malattia è stato lanciato recentemente anche negli Stati Uniti, un paese al vertice come capacità scientifiche e mediche, ma nel quale le posizioni contrarie alle politiche di vaccinazione sono molto diffuse, dato che anche il segretario alla Salute Robert F. Kennedy continua a sostenere che i vaccini sono inutili o pericolosi e ha drasticamente tagliato i fondi per la ricerca.
Nello Stato della Pennsylvania è in atto una grave epidemia di morbillo: al 23 ottobre 2026 sono stati segnalati 1338 casi, il più alto numero per un singolo Stato americano dal 1991, con sei morti di cui due bambini. Paradossalmente, in molte parti degli Stati Uniti il morbillo era stato dichiarato eliminato più di 20 anni prima, ma sta riemergendo a causa della scarsa copertura vaccinale. Il numero di casi per anno sta crescendo rapidamente, con 4600 casi registrati nell’ottobre 2026 rispetto ai 1300 del 2019 e la quasi totale assenza 10 anni prima. Nel 2022 un’epidemia considerata importante aveva portato a un totale di soli 88 casi, tutti legati al rifiuto della vaccinazione, ma attualmente, quattro anni dopo, undici Stati americani segnalano più di 1000 casi e il governatore di New York all’inizio di ottobre ha dichiarato l’epidemia del morbillo un disastro sanitario.
Morbillo in Svizzera e in Italia
In Svizzera si è osservata una recrudescenza globale e locale tra il 2023 e il 2024, con 97 casi registrati nel 2024 e in media ci sono ogni anno dai 50 ai 200 casi di morbillo, dato che la copertura vaccinale è al 90%, al di sotto della soglia minima. L’Italia è il paese europeo con il maggior numero di casi di morbillo, con 353 casi nei primi mesi del 2026, il triplo rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente.
Il reintegro dei medici antivax
Nonostante questi segnali di allarme molto grave, le posizioni contrarie alla vaccinazione continuano a diffondersi. Il 28 ottobre scorso la Camera dei Deputati ha approvato in prima lettura, con un margine ristretto di soli 13 voti, l’articolo 8 di un disegno di legge delega sulle professioni sanitarie, che permette il reintegro dei medici antivax che erano stati radiati in occasione della pandemia di COVID-19. Questa norma è stata fortemente voluta da Fratelli d’Italia e approvata con il supporto decisivo del gruppo Futuro nazionale di Roberto Vannacci. In questo modo si riafferma il legame molto forte che si è creato negli ultimi anni fra le politiche di destra e le posizioni antivaccinali, con una chiara volontà del potere politico di contestare le decisioni prese sulla base della conoscenza scientifica, negando l’autonomia e il ruolo deontologico degli ordini professionali e degli istituti di ricerca.
La reazione di Mattarella
Questo voto del parlamento ha provocato una reazione immediata da parte del presidente della Repubblica Sergio Mattarella, che in un discorso tenuto il 29 ottobre in occasione della cerimonia di apertura dei ‘Giorni della Ricerca’ ha definito l’opposizione pregiudiziale ai vaccini come «uno dei sintomi più sconcertanti» della diffusione di «credenze irrazionali e fake news distruttive, inchiodando nella paura parti, sia pur piccole, di popolazione». Il presidente ha sottolineato l’esigenza di «contrastare l’opera di chi cerca di avvelenare l’opinione», ricordando che «la ricerca e la scienza salvano vite umane, in numero sempre maggiore».

